La gente sta male 2
Bologna, 23 gennaio 2009 – Uno studente aretino di 23 anni, iscritto alla facoltà di chimica dell’Università di Bologna e incensurato, è stato denunciato dalla polizia per coltivazione e produzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Nella sua camera da letto la polizia gli ha infatti trovato una vera e propria serra con dieci piante di marijuana alte due metri. Qualche giorno fa il giovane è sceso in strada in via Andrea Costa, alla periferia del capoluogo emiliano, in evidente stato di confusione. Un passante si è impensierito e ha chiamato il 113. Viste le sue condizioni gli agenti hanno pensato bene di farlo accompagnare all’ospedale Maggiore dove i sanitari lo hanno sottoposto a Tso, un trattamento sanitario obbligatorio.
Durante un momento di lucidità il giovane ha raccontato di aver fumato migliaia di canne di marijuana, di averne tantissima a casa, che è buona e che la coltiva.
Inevitabile a quel punto il controllo nell’abitazione, situata in zona Barca e condivisa con altri studenti.
Lì gli agenti hanno trovato effettivamente la serra tecnologicamente attrezzata con le dieci piante, l’impianto temporizzato di irrigazione e illuminazione e l’impianto di riscaldamento e aerazione con relativo controllo elettronico dell’umidità. Dentro c’era anche una tenda con un ventilatore usato per essiccare le piante una volta raccolte. E ovviamente tutto il materiale necessario per la coltivazione: attrezzi, concimi, liquidi vari, raccoglitori e quattro contenitori, conservato in frigo, con dentro semi, spore e funghi di marijuana. Per lui, ancora ricoverato in ospedale, è così scattata la denuncia.
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