Archive for February, 2007
martedì GRASSO!!!!!!!!!
Razzi
Villa Fontana di Medicina, ogni mese il raduno dei modellisti spaziali
BOLOGNA – “3…2…1… accensione!”. La potenza del motore fa sollevare il missile, che con forte accelerazione punta dritto verso il cielo tra i commenti entusiastici del pubblico. Non è uno dei lanci verso lo spazio organizzati dalla Nasa in Florida, al Kennedy Space Center. È uno dei tanti razzi che si alzano dal campo volo di Villa Fontana di Medicina, la piccola Cape Canaveral alle porte di Bologna. Qui ogni mese si danno appuntamento i soci dell’Acme, l’associazione che riunisce molti degli appassionati italiani di modellismo spaziale. Circa 200 persone con l’hobby di lanciare i propri modelli tra le nuvole e a volte anche un po’ più in alto, fino ad oltre un chilometro di quota.
Dai razzetti di cartone trattato con resina a quelli più grandi in fibra di carbonio, la varietà dei missili è elevatissima. “Dal modello base per bambini, che costa poche decine di euro, si può arrivare anche a riproduzioni in scala di famosi vettori spaziali fatte in casa. – dice Stefano Pozzato, referente dell’Acme per l’Emilia-Romagna – Per iniziare, comunque, non sono necessarie spese eccessive: con un centinaio di euro si fa un bel razzo, che poi può essere riutilizzato. L’unica parte da sostituire ogni volta è il motore”.
Un motore che, in certi casi, può essere così potente da spingere il razzo a migliaia di metri di altezza. Anche se il modellino rientra a terra a velocità ridotta grazie a un paracadute, la quota massima viene fissata di volta in volta in base alle caratteristiche del luogo. “Il nostro campo è privato e lontano da zone abitate e vie aeree, ma noi ci autolimitiamo – continua Stefano Pozzato – Per i lanci più grossi andiamo in Spagna, in una zona desertica: là abbiamo raggiunto i 3mila metri di quota e puntiamo ad arrivare a 7mila”.
Nato negli Stati Uniti negli anni ‘50, in Italia il modellismo spaziale è praticato in modo organizzato da pochi anni. Le dimensioni di alcuni razzi e soprattutto la somiglianza con armi e fuochi d’artificio possono creare ancora qualche incomprensione. “Stiamo per entrare nel Centro sportivo educativo nazionale, un ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni – racconta Pozzato – Per evitare fraintendimenti, abbiamo però preferito modificare il nome della nostra attività da razzimodellismo a modellismo spaziale. In realtà, i nostri modelli non sono esplosivi e non sono pilotati. Inoltre, per garantire una maggiore sicurezza, abbiamo degli esami interni per chi vuole utilizzare motori più potenti”.
Anche le scuole e le università si sono accorte del modellismo spaziale. Nel 2003, uno studente dell’università “La Sapienza” di Roma si è laureato in ingegneria aerospaziale progettando e lanciando per la sua tesi, con il supporto dell’Acme, un missile sperimentale. Alcuni istituti, inoltre, hanno chiesto informazioni per organizzare visite guidate.
Aperta a tutti, la piccola Cape Canaveral bolognese attrae soprattutto i giovani e ha stabili rapporti con l’estero. “Tra di noi ci sono ingegneri, ma anche ragazzini di 13 anni – spiega Stefano Pozzato – I soci sono di tutte le età, anche se la media è intorno ai 25-30 anni. Una volta all’anno, inoltre, organizziamo un meeting internazionale al quale partecipano appassionati provenienti da Svizzera, Francia e Spagna”.
vere donne
Risucchiata col parapendio a 10.000 metri
sopravvive ai 50 gradi sottozero
Risucchiata col parapendio a 10.000 metri
sopravvive ai 50 gradi sottozero
TAMWORTH (Australia) – Senza dubbio i peggiori quaranta minuti della sua vita: intrappolata fra le nuvole da una tempesta a quasi 10.000 metri di altezza, priva di conoscenza, a una temperatura di cinquanta gradi sotto zero con indosso solamente una maglietta e dei pantalocini, senza più ossigeno, sfiorata da un fulmine. E nonostante questo, salva. Protagonista dell’incredibile avventura, una pilota tedesca di parapendio – poi definita “la donna più fortunata del mondo” -, risucchiata da un temporale nei cieli australiani durante un volo di esercitazione.
Ewa Wisnerska, 35 anni, tedesca, stava compiendo un volo di allenamento nel cielo sopra Tamwoth per prepararsi ai campionati mondiali di parapendio, in programma a Manila il prossimo 25 febbraio.
Ad un certo punto, per una corrente prodotta da un temporale scatenatosi all’improvviso, la donna ha perso il controllo del mezzo ed è stata trasportata dall’aria verso l’alto. Durante la salita si è accorta che gli occhiali e gli stumenti si stavano ricoprendo di ghiaccio. “Pregavo solo di finire da qualche parte fuori della nuvola “, ha poi raccontato. Ma arrivata a 6.000 metri di altitudine ha perso conoscenza. Oltre all’assideramento, la donna, a causa della mancanza di ossigeno, ha rischiato di subire danni irreversibili al cervello.
Quaranta minuti più tardi, si è risvegliata ancora nel mezzo della tempesta, al buio. E seppur stordita e confusa per la mancanza di ossigeno, ha ripreso il controllo del parapendio, è uscita dalle nuvole ed è riuscita a ritornare a terra. E’ stata ritrovata poco dopo, ancora ricoperta di ghiaccio ma cosciente, felice di essere viva. La Wisnerska è stata allora ricoverata in ospedale con un principio di congelamento, ma si è ripresa ed è stata dimessa. “Direi che sia la donna più fortunata al mondo in questo momento, senza esagerare”, ha detto l’organizzatore dei campionati, Godfrey Wenness.
Dal letto dell’albergo in cui sta riposando il corpo contuso e assiderato, la donna ha fatto comunque sapere di non voler demordere: “Volare è troppo bello: non si può per rinunciare solo a causa di un incidente”, ha dichiarato. Per questo la Wisnierska ha annunciato che, contusioni permettendo, cercherà di prendere regolarmente parte ai mondiali della prossima settimana.
Non altrettanto fortunato, un membro della squadra cinese che stava partecipando alla stessa seduta di allenamento: l’uomo, che si era accorto del temporale in arrivo, non ha fatto in tempo a sfuggire al fronte della tempesta ed è morto asfissiato. “Non c’è nessuna spiegazione logica al fatto che il pilota cinese non ce l’abbia fatta mentre la Wisnerska sia sopravvissuta”, ha commentato ancora Wenness.
Veri Uomini
Ubriaco, aggredisce uno squalo
SIDNEY (Australia) – Una rissa tra avversari decisamente insoliti. Un pescatore australiano e uno squalo di un metro e mezzo. Finita per il primo con uno strappo sui jeans, per il pesce con l’onta di essere preso per la coda. Il motivo, futile, il tentativo del pesce di mangiare le esche calate in acqua dall’uomo.
E’ successo lunedì scorso a Louth Bay, cittadina dell’Australia meridionale. Philip Kerkof, questo il nome del pescatore, 41 anni, stava tranquillamente pescando con cinque amici da un pontile. Poco dopo è però arrivato uno squalo, che ha cominciato a gironzolare intorno ai calamari artificiali del pescatore, con l’evidente intento di mangiarseli.
E’ a quel punto che Kerkhof, arrabbiato per l’intrusione, ha rischiato di andare a rimpolpare le statistiche australiane sugli attacchi degli squali all’uomo (circa una persona uccisa ogni anno). Ha detto di essere sceso in acqua e di aver inseguito lo squalo bronzeo che nuotava nell’acqua bassa, perchè gli “rubava” le esche. “Gli sono andato dietro di soppiatto – ha poi raccontato alla radio Abc – zitto zitto, e l’ho preso per la coda perchè lo volevo tirare sopra il pontile. Ma poi si e’ girato e ha cercato di mordermi”.
Ma il pescatore, impassibile, ha aggredito il pesce e l’ha trascinato sul molo, anche se non è riuscito a evitare che i denti affilati dello squalo gli squarciassero i jeans.
Come ha fatto Kerkhof a trovare il coraggio per un impresa del genere? Come ha poi spiegato lui stesso, il merito deve essere in realtà attribuito per gran parte all’alcool: “E’ incredibile cosa può fare la vodka”, ha ammesso infatti il pescatore, che era arrivato sul pontile piuttosto ubriaco.
“Non e’ una cosa che consiglio di fare”, ha commentato Kerkof più tardi. “Quando sono tornato sobrio ci ho pensato e mi sono detto: sono stato un po’ idiota a farlo”.
Lo squalo bronzeo, spesso visibile vicino vicino alla riva al seguito di branchi di pesci come il salmone, raggiunge una lunghezza di 3,5 metri ed un peso di 300 kg.
Carichi!
Carnevale dei bambini
dove mi trovo: iperbole -> Primo piano -> Carnevale dei bambini
Si rinnova l’appuntamento con il Carnevale dei bambini, la tradizionale sfilata di carri allegorici organizzata dal Comitato del Carnevale Nazionale dei Bambini ed in programma il 18 e 20 febbraio. La sfilata, con partenza da Piazza VIII Agosto, si snoda lungo un percorso che attraversa via Indipendenza e via Rizzoli per concludersi in Piazza Maggiore. Domenica 18 febbraio alle 15, in occasione dei 50 anni del Coro dell’Antoniano, il Piccolo Coro Mariele Ventre dell’Antoniano di Bologna si esibisce in un concerto sul Sagrato della Basilica di San Petronio.
La città piange un simbolo della Bologna popolare
di Alessandra Testa
Sarà il Comune a farsi carico dell’organizzazione del funerale di Dino Sarti, scomparso domenica sera all’ospedale di Bentivoglio.
Lo ha annunciato il sindaco Sergio Cofferati durante la seduta del consiglio comunale che ieri all’ultimo grande biassanot ha dedicato un minuto di silenzio.
Se la camera ardente sarà allestita al Pantheon della Certosa dalle 10 alle 17 di domani, i funerali si svolgeranno, sempre in Certosa, nella mattinata di giovedì. La salma sarà poi tumulata nel cimitero “Monte San Giovanni” di Monte San Pietro dove sono conservate anche le ceneri della moglie scomparsa nel 2002.
«Credo che sia un giusto segno di riconoscenza quello di farci carico come amministrazione dell’organizzazione del suo funerale non avendo lui, peraltro, eredi vicini», ha detto il primo cittadino. «Oltre che essere un apprezzato musicista capace di usare il linguaggio della musica e anche il dialetto con grandissimo senso dell’ironia – ha ricordato poi Cofferati – Era anche una persona di grande sensibilità. Sono molto addolorato per la sua scomparsa, avvenuta in solitudine e povertà».
Non dimentichiamo che la Croazia indipendente di Ante Pavelic nella seconda guerra era stato fantoccio dell’Asse, alleato di Roma e Berlino, e feroce nemica nel IX corpus di Tito, contro i cui partigiani istituì tribunali improvvisati e fucilazioni sommarie.
Ciò contribuì alla feroce vendetta di Tito (unita al nazionalcomunismo annessionista slavo) nei confronti dell’etnia italiana in Istria-Dalmazia-città di Fiume.
Ergo.. Mesic ha pestato una gran merda.
CRONACA InviaStampaIl presidente del Consiglio ha replicato alle accuse di Stipe Mesic
nei confronti del Capo dello Stato: “Frasi assolutamente ingiustificate”
Foibe, Prodi: “Sdegnato per quelle parole”
Zagabria: “Interesse comune i buoni rapporti”
Annullata su disposizione del ministro degli Esteri D’Alema la missione di domani in Croazia
Ma un portavoce del governo croato getta acqua sul fuoco: “Vogliamo sviluppare rapporti di buon vicinato”
Prodi e la moglie Flavia Franzoni in un momento del loro viaggio in India
CALCUTTA – “Abbiamo preso contatto con il primo ministro croato per esprimere il nostro sdegno per queste parole assolutamente ingiustificate”. Lo ha detto Romano Prodi questa mattina a Calcutta, rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla crisi apertasi tra Italia e Croazia dopo le parole di ieri del presidente della repubblica croato Stipe Mesic che accusava il presidente Napolitano, tra le altre cose, di “razzismo e revanscismo”.